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“La città che comunica”. Terza mostra nell’ambito di MINI Design Award

“Il futuro della città: slow o fast? Luoghi, segni e metasegni” ovvero “La città che comunica”.

MINI Design Award 2007, presentato all’Istituto Europeo di Design Milano il 5 luglio 2006, è il terzo dei concorsi di idee a invito rivolti alle nuove leve del design italiano, promossi da MINI in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design (IED) e con la partecipazione dell’Associazione per il Disegno Industriale (ADI).

Hanno partecipato al concorso di idee sul tema “Il futuro della città: slow o fast? Luoghi, segni e metasegni” ovvero “La città che comunica” 24 designer e 4 istituti e università di Torino, Bolzano, Napoli e Urbino per un totale di 48 progetti.

La giuria del MINI Design Award è presieduta da Gillo Dorfles, critico d’arte e da Marco Saltalamacchia, già presidente e amministratore delegato BMW Group
Italia oggi Senior Vice President della Regione Europa di BMW AG. Ne sono membri Daria Bignardi, giornalista, Michele De Lucchi, architetto e designer di fama internazionale, Carlo Forcolini, presidente dell’Associazione Disegno Industriale (ADI) e Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano.

Alla Triennale di Milano sono stati presentati alla Stampa la mostra e i vincitori

Piter Perbellini (Verona), Andrea Sanna (Torino) e Gabriele Adriano (Torino) si aggiudicano la terza edizione del concorso a inviti per designer under 35 promosso da MINI in collaborazione con l’Istituto Europeo di Design.

- 2° premio a “Sesto senso” di Andrea Sanna

Sesto senso propone di stimolare maggiormente l’udito e il tatto degli automobilisti, essendo la vista certamente il senso più utilizzato per muoversi in città. Ricorrendo al sistema braille e alle bande sonore, Andrea Sanna progetta una segnaletica orizzontale allo scopo di offrire numerose possibilità di codificazione sonora di segnali stradali.
Percependo - attraverso il volante, i sedili e le ruote - le variazioni del fondo stradale, è possibile leggere la strada come se fosse un libro.
In questo modo all’identità visiva della città si andrà a sommare una nuova identità sonora.
“Anche se il senso della vista ci sembra fondamentale per muoversi in città - ha spiegato Andrea Sanna a proposito del progetto -, non ci rendiamo conto che le sensazioni più preziose ci giungono spesso da altri recettori.”

-La giuria: “È un progetto di grande sensibilità, etica ed estetica, in quanto, utilizzando l’alfabeto braille, disegna e costruisce, sui piani orizzontali della città, una serie di percorsi comunicativi e di segnali sonori urbani che vengono attivati attraverso il passaggio delle autovetture. Anche in questo caso, si privilegia, giustamente, l’orizzontalità rispetto alla verticalità, evitando così la presenza di altri corpi e volumi in città, già sommersa dalla giungla comunicativa.”

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SESTO SENSO

“Spesse volte la città appare anonima, in una selva di segni la sua identità e il suo peculiare messaggio scompaiono per effetto dell’entropia della comunicazione…”
Un canale di comunicazione saturo va abbandonato; anche se il senso della vista ci sembra fondamentale per spostarsi in città, non ci rendiamo conto che le sensazioni più preziose ci giungono spesso da altri recettori.
Il progetto consiste nello stimolare, prima ludicamente, poi con fini di utilità i sensi sopiti.
Ill senso del tatto, il senso dell’equilibrio, attraverso il volante, i sedili, l’auto e le gomme ci permettono di leggere la strada come se fosse un libro.
Le bande rumorose, ora utilizzate in maniera generica come segnale di attenzione potrebbero essere codificate in un linguaggio.
All’entrata di ogni città potrebbe accoglierci un ritmo diverso e riconoscibile.
All’interno delle città didascalie ritmiche potrebbero evidenziare le zone di interesse.
Presa confidenza con questo linguaggio, sarebbe possibile codificare segnali stradali e segnaletica orizzontale attraverso questo sistema tattile.
Utilizzando le ruote di destra e di sinistra come due canali separati è possibile riprodurre, per esempio, tutto l’alfabeto Braille.
Le bande rumorose, sarebbero dimensionate in modo tale da non generare inquinamento sonoro, ma solo stimoli cinetici per gli occupati delle auto che le percorrono.

ll braille è un sistema di scrittura e lettura a rilievo che si basa sul tatto, messo a punto dal francese Louis Braille nella prima metà del XIX secolo.
Consiste in simboli formati da un massimo di sei punti, con matrice 2x3.
Tutti i linguaggi sono stati codificati con questo metodo: scrittura, musica, matematica...
Il posizionamento delle bande rumorose è su due file e occupa per intero la corsia di marcia. Oltre alla cadenza delle bande è possibile variare il loro spessore per ottenere suoni più o meno lunghi.
Il cervello umano acquisisce più velocemente i segnali esterni se vengono confermati da più sensi contemporaneamente.
Il canale visivo con il supporto di quello cinetico diventa più efficace.
Il raddoppio del segnale visivo oltre a rafforzarne il messaggio permette di apprendere facilmente il nuovo linguaggio cinetico legandolo a situazioni conosciute. Una volta assimilato il codice, il messaggio arriverà al destinatario anche quando il suo canale visivo sarà saturo, diminuendo il rischio dato dalla distrazione nella guida.
I luoghi oltre ad una identità visiva, avranno anche una identità sonora.
Ogni città ci accoglierà con il suo ritmo...

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